Tecnologia applicata alla salute

Il rettore Francesco Priolo al convegno sui progetti Anthem: "Stiamo investendo sui giovani ricercatori che è fondamentale trattenere nel sistema italiano della ricerca anche dopo il Pnrr”

L’Università di Catania ha ospitato il secondo meeting scientifico sullo stato di avanzamento dei progetti ANTHEM – Advanced Technologies for Human-centEred Medicine, tra le principali iniziative di ricerca italiane ed europee legate al Pnrr. L’appuntamento ha preso il via giovedì 3 aprile ad Aci Castello l’obiettivo di presentare lo stato di avanzamento dei 28 progetti pilota attivati da Fondazione Anthem, raggruppati nei 4 Spoke (macroaree di ricerca) in cui si articola l’iniziativa di ricerca.

“I fondi del Pnrr vengono impiegati in modo efficiente – ha detto Francesco Priolo, rettore dell’Università di Catania -. Il nostro ateneo partecipa a oltre 30 progetti, accomunati dalla collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese, con l’obiettivo di trasformare la ricerca in innovazione concreta nei settori strategici per il Paese. Stiamo inoltre investendo con decisione sui giovani ricercatori, talenti di altissimo livello che è fondamentale trattenere nel sistema italiano della ricerca anche dopo la stagione del Pnrr”.

Per Stefano Paleari, presidente della Fondazione Anthem, “il PNRR è un progetto nazionale che unisce il Paese e ha un valore non solo scientifico, ma anche politico, perché incide direttamente sulla società e sui cittadini”.

“Tutti i 28 progetti Anthem – ha aggiunto - stanno avanzando in modo coordinato e cooperativo, grazie alla sinergia tra università, centri di ricerca, istituzioni e imprese. Abbiamo individuato nel bene comune il fine ultimo dello sviluppo tecnologico per la salute. La legge di Bilancio ha previsto un futuro oltre il 2026 per progetti come Anthem, nell’ambito del Piano Nazionale Complementare (PNC), ma le risorse saranno proporzionate ai risultati raggiunti. Continueremo a fare sempre di più per meritarci il massimo supporto”.

Un momento dell'intervento del rettore Francesco Priolo

Un momento dell'intervento del rettore Francesco Priolo

A seguire Giovanna Iannantuoni, presidente CRUI e rettrice dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha detto che “Anthem nasce con una forte ambizione scientifica, contribuire a colmare il divario tecnologico tra l’Europa, e l’Italia, e le potenze come Cina e Stati Uniti”.

“L’alleanza tra settore pubblico e privato, mondo della ricerca, istituzioni e industria, con il coinvolgimento anche dei cittadini, è strategica per generare un impatto concreto – ha aggiunto -. Guardando al post Pnrr, non possiamo permetterci di perdere la sfida della competitività: dobbiamo continuare a creare valore per il nostro Paese, i nostri cittadini e i nostri giovani, producendo innovazione che migliori la qualità della vita”.

Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha evidenziato come “Anthem rappresenti un investimento unico nella ricerca, che ha permesso di migliorare e costruire nuove infrastrutture, rispondendo a un’esigenza reale per il nostro Paese”. “Ha inoltre favorito la collaborazione tra comunità diverse, pubblico e privato, specializzazioni e competenze differenti, mettendo sempre al centro l’essere umano – ha detto -. La vera sfida ora è preservare questo spirito di cooperazione: il lascito di Anthem dovrebbe essere proprio la capacità di lavorare insieme.”

A seguire è intervenuto anche Enrico Trantino, sindaco di Catania: “Catania sta lavorando con determinazione per diventare sempre più attrattiva per i giovani. Sono molte le iniziative avviate o in fase di avvio, spesso in collaborazione con grandi aziende come STMicroelectronics, per creare opportunità di ricerca e occupazione di qualità sul territorio. Progetti come Anthem si inseriscono perfettamente in questa strategia”.

Un momento dei lavori

Un momento dei lavori

Francesco Ciancitto, membro della XII Commissione (Affari Sociali) della Camera dei Deputati, ha sottolineato che “per migliorare il servizio sanitario nazionale è fondamentale investire nella digitalizzazione, in tecniche interventistiche meno invasive e nella diagnosi precoce”. “Solo così possiamo garantire cure di qualità ai cittadini. L’investimento in ricerca deve proseguire, anche per rendere la Sicilia più attrattiva. Anthem sta già offrendo un contributo significativo e continuerà a farlo”, ha aggiunto.

Per Luigi Sunseri, presidente della Commissione Affari Europei della Regione Sicilia, “Anthem dimostra che anche in Sicilia si fa ricerca di qualità, con investimenti mirati sui giovani, sulle università e sui centri di ricerca pubblici. Le risorse europee del PNRR sono state impiegate con criterio. Ora dobbiamo guardare oltre il 2026 e immaginare il futuro”.

In chiusura Ruggero Razza, membro della Commissione per la Sanità Pubblica del Parlamento Europeo, ha precisato che “la Sicilia ha la capacità di sviluppare progetti fortemente innovativi, e Anthem ne è la prova”. “Qui si trovano alcuni dei cluster più importanti della ricerca farmaceutica italiana – ha aggiunto -. Al di là delle divisioni politiche, dobbiamo interrogarci su come garantire, tra vent’anni, un diritto alla salute universale come lo conosciamo oggi. La ricerca è la chiave per rendere sostenibili le cure, e ANTHEM può dare un contributo essenziale in questa direzione”.

Le sessioni di lavoro

Le sei sessioni di lavoro, dedicate ai progetti pilota specifici, sono state coordinate da Valerio Vercesi e Antonio Zoccoli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare; Donatella Sciuto rettrice Politecnico di Milano e Sergio Cavalieri rettore Università degli studi di Bergamo; Paolo Napoletano Università degli Studi di Milano-Bicocca; Marcello Maggiolini Università della Calabria, Caterina Rizzi Università degli studi di Bergamo; Laura Russo Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Opening Lecture della seconda giornata di lavori (venerdì 4 aprile) su ’Ricerca clinica e innovazione: le regole del gioco tra diritto, AI e dati sanitari’ a cura di Chiara Vescovi, esperta di Cyber Law di ReD OPEN.  Saluti di chiusura a cura di Giovanni Li Volti Università di Catania, coordinatore Spoke 4, Guido Cavaletti Università degli Studi di Milano-Bicocca, coordinatore scientifico ANTHEM e Andrea Aliverti Politecnico di Milano, coordinatore Spoke 3.

Stefano Paleari, presidente Fondazione ANTHEM: «Due giorni intensi, durante i quali lo stato di avanzamento dei progetti ha confermato che siamo in linea con i programmi. ANTHEM promuove una ricerca scientifica applicata che arriva rapidamente ai cittadini, contribuendo così a migliorare la competitività della ricerca italiana nel settore della salute».

I progetti di ricerca

La ricerca Anthem offre un risvolto pratico rapido, grazie allo sviluppo di tecnologie destinate ad affiancare il personale sanitario e a dare risposte concrete alla comunità. Tra i progetti illustrati durante il meeting alcuni presentano un particolare stato di avanzamento, hanno raggiunto la fase di prototipazione o sono pronti all’ingresso sul mercato (fase di go-to market). Tra questi:

Progetto Pilota 2.1, coordinato da Caterina Rizzi, Università degli studi di Bergamo –Teleriabilitazione e dispositivi assistenziali intelligenti che si concentra sullo sviluppo di nuove soluzioni per la teleriabilitazione utilizzando sensori medici, realtà estesa (XR) e dispositivi assistenziali intelligenti. Il multidisciplinare dell'Università di Bergamo, Milano Bicocca e Ospedale S. Gerardo di Monza ha sviluppato IReMoS(Integrated Rehabilitation and Monitoring System), un'innovativa piattaforma di telemonitoraggio che garantisce continuità e assistenza personalizzata a pazienti cardiochirurgici e neurologici sia in ambito ospedaliero che al domicilio. 

La piattaforma integra algoritmi di intelligenza artificiale, smartphone e dispositivi indossabili per l'assistenza domiciliare pre e post-operatoria, comprensiva di una app per i pazienti e di una per i medici al fine di monitorare i progressi della salute e della riabilitazione, in particolare nelle comunità montuose remote con accesso limitato a ospedali e servizi.

Progetto pilota 2.3, coordinato da Laura Russo (Università degli Studi di Milano-Bicocca) – Sviluppo di sensori portatili e transdermici per il monitoraggio in tempo reale delle condizioni patologiche croniche un passo importante verso una sanità sempre più personalizzata. Questi sensori sono creati con la stampa 3D, flessibili, biocompatibili e non invasivi per i pazienti. Rilevano biomarcatori proteici che indicano l’andamento di una malattia e l’efficacia di un trattamento.

Progetto Pilota 3.1, coordinato da Alessandra Angelucci, Politecnico di Milano – Reti di sensori corporei (Body Sensor Network) per monitorare l'esposizione personale all'inquinamento atmosferico. Il progetto sviluppa una rete di sensori indossabili personalizzati per monitorare l'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla saluteindividuale. 

Questi dispositivi, misurando parametri fisiologici e ambientali, permettono di calcolare con precisione l’aria inalata ed espulsa durante la respirazione, offrendo così una stima accurata dell’esposizione personale agli agenti inquinanti. I ricercatori hanno già sviluppato un algoritmo in grado di stimare la quantità di aria respirata al minuto, mentre è in fase di realizzazione un ulteriore modello per riconoscere l’attività fisica e analizzare come i diversi movimenti influenzino l'esposizione agli inquinanti.

Progetto pilota 4.7, coordinato da Marcello Maggiolini (Università della Calabria) – Identificazione delle firme geniche nei fibroblasti (CAF) correlati al cancro mediante sequenziamento di RNA per la valutazione della progressione del tumore mammario e prostatico. Un nuovo approccio per studiare le forme più aggressive di tumore al seno (TNBC) che potrebbe aprire la strada a terapie più mirate ed efficaci. Il team di ricerca sta sviluppando una piattaforma innovativa basata su un bioreattore a perfusione, progettato per mantenere in coltura tridimensionale i tessuti tumorali in condizioni controllate. 

Questa tecnologia permette alle cellule di organizzarsi in strutture simili ai tessuti umani, replicando in modo più accurato le loro interazioni naturali. Rispetto ai modelli sperimentali tradizionali, questa innovazione consente di osservare in tempo reale come le cellule tumorali interagiscono con il loro microambiente (TME), un aspetto fondamentale nella progressione della malattia e nella risposta alle terapie. 

Oltre a rivoluzionare la ricerca sul TNBC, questa piattaforma potrebbe essere applicata anche ad altri tumori aggressivi, come quelli cerebrali e polmonari, aprendo nuove prospettive per l’oncologia di precisione.

A Caserta il primo centro italiano per la terapia Bntc contro i tumori 

Particolare rilievo all’interno del secondo meeting di ANTHEM ha assunto il progetto che prevede la realizzazione, a Caserta, del nuovo centro Anthem per la BNCT – Boron Neutron Capture Therapy, una nuova frontiera nella lotta ai tumori. Una tecnologia all’avanguardia sviluppata per la prima volta a livello nazionale, in una nuova grande struttura dedicata sia alla ricerca che alla cura.

I ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) hanno completato con successo una fase chiave nella costruzione dell’acceleratore di protoni, regolando con precisione estrema (fino a un decimo di millimetro) tutti i componenti che permettono di controllare il fascio di protoni che, colpendo un bersaglio di berillio, generano i neutroni che, a loro volta, colpiscono il tumore.

Questa tecnologia mette l’Italia all’avanguardia, affiancandosi ad esperienze già avviate in Giappone, Cina, Corea del Sud e Finlandia, dove la BNCT è già utilizzata o in fase di sperimentazione clinica.

La BNCT rappresenta un approccio rivoluzionario sia per la cura di alcuni tipi di cancro che per trattare tumori in zone delicate o non operabili, così come quelli resistenti alla radioterapia e alla chemioterapia.

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