La recensione dello spettacolo di Marco Vicari, Daniela Morozzi e Stefano Santomauro andato in scena al Palazzo della Cultura e alla Sala De Curtis, nell'ambito del "Catania Off Fringe Festival". Ce lo racconta Angelamaria Blanco, studentessa di Lettere al Disum di Unict
L’attore e autore Stefano Santomauro nel suo monologo comico Happy Days spiega come essere felici attraverso il famoso metodo Hygge, adottato dai paesi "più felici" al mondo.
Con una narrazione divertente, spontanea e dal linguaggio quotidiano, scritta e interpretata da lui stesso, Santomauro spiega come si può essere felici per le piccole cose di ogni giorno, ad esempio quando si beve l’acqua dopo tanto tempo e sembra di bere la bevanda più gustosa al mondo, o quando si riesce a spegnere il condizionatore nella camera di un albergo.
Ma cos’è, difatti, la felicità per noi? Il metodo Hygge funziona davvero? Stefano è realmente felice grazie a questo metodo?
La scena del monologo è del tutto essenziale ma del resto, come sosteneva Jerzy Grotowski, è sufficiente la presenza di un attore e di uno spettatore per far sì che accada l’incontro del teatro.
Sebbene non sia presente nessun oggetto di scena, non vi siano musica o effetti sonori, l’attore ha la capacità di fare immaginare vividamente agli spettatori gli episodi che racconta, come se ci si trovasse accanto al piccolo Stefano o in viaggio con lui dopo avere bevuto un centrifugato, o si aspettasse con trepidazione di sapere se Gregorio il bambino che mangia sano esista davvero o sia un personaggio creato da sua madre per convincere Stefano a mangiare la frutta e la verdura.
Santomauro racconta episodi credibili della sua vita in modo estremamente convincente e coinvolgente, parlando al pubblico della sua personale ricerca della felicità tra tisane alla malva e maglioni con le renne, rapporti a due, cibo bio e centrifugati imbevibili.